La buona educazione non sta nel non rovesciare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa. (Cecov)
Da non dimenticare. Buona giornata e.a.n.
martedì 11 marzo 2008
Marzo
Quando si sveglia
trasognata e dolce la mattina
si incammina zufolando
il mercante
che porta a tracolla
il tappeto smagliante
di primule e viole.
e.a.n.
trasognata e dolce la mattina
si incammina zufolando
il mercante
che porta a tracolla
il tappeto smagliante
di primule e viole.
e.a.n.
Gesù e le donne
Gesù e le donne
Le chiese sono piene di donne. Recitare orazioni è cosa di donne.
Io ti ringrazio, Signore, perché sono una donna.
Ti ho tenuto nove mesi dentro di me, nel respiro dei figli, e ho il sacrosanto diritto di venire a trovarti e dirti e ripeterti “Ti voglio bene!” E, Tu lo sai, che sempre io lo ricordo il giorno con il sole che bruciava la valle di Samarìa e la tua voce di straniero che mi diceva “ ho sete”.
E quando volevano ammazzarmi con la legge dei sassi? Mio dolcissimo Iddio , Tu li hai sgridati ed hai guardato me con quei tuoi occhi innamorati e santi: non ho badato a spese, ho spezzato la brocca dell’unguento e ti ho asciugato i piedi con i miei capelli.
Le chiese sono piene di donne…
Brillano di stelle sugli altari le mani della Veronica con quel pezzo di cielo di lino: fragili mani di donna e di carezze che non hanno toccato i chiodi che ti hanno inchiodato!
Ma dimmi perché, Signore, perché nella notte nell’orto del dolore non hai chiamato le madri di Gerusalemme a tenerti compagnia? Forse non si sarebbero addormentate Maddalena Maria Marta: sono abituate le madri del mondo a vegliare il pianto dei figli.
Ma Tu hai voluto ancora una volta proteggerci, tenerissimo Iddio.
Le chiese sono piene di donne…
come la mattina che si è spaccata la pietra sulla terra che si squarciava, in quella prima chiesa, a quella messa prima, Tu hai chiamato noi donne a cantare l’Alleluia del tuo ritorno.
Come si può non venire nella tua casa a parlarti d’amore?
Le chiese sono piene di donne. Recitare orazioni è cosa di donne.
E io sono tanto contenta di essere una donna.
Elena Alberti Nulli
Le chiese sono piene di donne. Recitare orazioni è cosa di donne.
Io ti ringrazio, Signore, perché sono una donna.
Ti ho tenuto nove mesi dentro di me, nel respiro dei figli, e ho il sacrosanto diritto di venire a trovarti e dirti e ripeterti “Ti voglio bene!” E, Tu lo sai, che sempre io lo ricordo il giorno con il sole che bruciava la valle di Samarìa e la tua voce di straniero che mi diceva “ ho sete”.
E quando volevano ammazzarmi con la legge dei sassi? Mio dolcissimo Iddio , Tu li hai sgridati ed hai guardato me con quei tuoi occhi innamorati e santi: non ho badato a spese, ho spezzato la brocca dell’unguento e ti ho asciugato i piedi con i miei capelli.
Le chiese sono piene di donne…
Brillano di stelle sugli altari le mani della Veronica con quel pezzo di cielo di lino: fragili mani di donna e di carezze che non hanno toccato i chiodi che ti hanno inchiodato!
Ma dimmi perché, Signore, perché nella notte nell’orto del dolore non hai chiamato le madri di Gerusalemme a tenerti compagnia? Forse non si sarebbero addormentate Maddalena Maria Marta: sono abituate le madri del mondo a vegliare il pianto dei figli.
Ma Tu hai voluto ancora una volta proteggerci, tenerissimo Iddio.
Le chiese sono piene di donne…
come la mattina che si è spaccata la pietra sulla terra che si squarciava, in quella prima chiesa, a quella messa prima, Tu hai chiamato noi donne a cantare l’Alleluia del tuo ritorno.
Come si può non venire nella tua casa a parlarti d’amore?
Le chiese sono piene di donne. Recitare orazioni è cosa di donne.
E io sono tanto contenta di essere una donna.
Elena Alberti Nulli
sabato 16 febbraio 2008
mercoledì 13 febbraio 2008
la tua macchina fotografica
La tua macchina fotografica
Lei è la tua schiava, il tuo amante,
la tua anima mendicante di luce
nel gioco a fioretto con l’ombra.
che taglia di netto
le ali ferite del mondo
Lei è le tue mani, i tuoi occhi,
la penna che scrive quaderni
di rabbia e preghiere,
tavolozza ubriaca di terradisiena
caduta perduta nei cieli di sabbia,
Lei è un pianoforte in concerto
di viole e di flauti
una tromba che suona in sordina
i notturni di Bach
al deserto che danza.
Lei è la tua voce
che abbraccia il silenzio,
in ginocchio
e.a.n.
Lei è la tua schiava, il tuo amante,
la tua anima mendicante di luce
nel gioco a fioretto con l’ombra.
che taglia di netto
le ali ferite del mondo
Lei è le tue mani, i tuoi occhi,
la penna che scrive quaderni
di rabbia e preghiere,
tavolozza ubriaca di terradisiena
caduta perduta nei cieli di sabbia,
Lei è un pianoforte in concerto
di viole e di flauti
una tromba che suona in sordina
i notturni di Bach
al deserto che danza.
Lei è la tua voce
che abbraccia il silenzio,
in ginocchio
e.a.n.
venerdì 1 febbraio 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)